Quanti sono i laureati in ingegneria in Italia? Si stima siano un milione. Soltanto un quarto, tuttavia, gli iscritti all’Ordine (beneaugurante di contro è la percentuale delle donne, nell’ultimo decennio cresciuta del 27,8% rispetto allo scarno +1,2% fatto registrare nello stesso lasso di tempo dai colleghi uomini) e oltremodo esiguo – 81mila – è il numero di chi è iscritto a Inarcassa.
La situazione anche a livello locale di fatto ricalca questo andamento e a tratteggiarla è stato l’ing. Felice Mandelli, Presidente dell’Ordine della provincia di Sondrio nel proprio intervento “L’Ordine degli Ingegneri fra presente e futuro” che ha aperto il recente Seminario di aggiornamento e approfondimento professionale/deontologia dedicato a “La professione dell’ingegnere in Provincia di Sondrio”.
“Gli iscritti sono 693, dei quali 313 anche a Inarcassa e tra i colleghi ve ne sono ben 80 che hanno superato i 70 anni – ha riferito il presidente – Le nuove iscrizioni si aggirano sulla quindicina all’anno, mentre tra Valtellina e Valchiavenna si contano quattro società tra professionisti (STP) e 30 società di ingegneria (SI)”., Mandelli ha fornito anche alcuni spunti su cui riflettere, tra cui la calante popolarità, tra le facoltà, di quella che un tempo era “l’ingegneria” per eccellenza, ovvero la civile (mentre proliferano i corsi di laurea in Ingegneria informatica on line) e il fatto che, sebbene la Lombardia conti il maggior numero di ingegneri iscritti agli Ordini locali, abbia poi un rappresentante nazionale soltanto nel CNI.
Un passaggio è stato dedicato al Disegno di legge per riforma della disciplina degli Ordini professionali che, anche per gli ingegneri, prevede novità sia in fatto di Esame di Stato che di riorganizzazione della disciplina del tirocinio professionale.
L’intervento successivo a cura del segretario dell’Ordine, ing. Carlo Erba, è stato invece incentrato su “La formazione e le commissioni dell’Ordine. Il codice deontologico degli ingegneri italiani”.
Documento, quest’ultimo, composto da sette capi e aggiornato al 7 giugno 2023 che rappresenta la summa di “come” vada svolta questa professione: “operare nel legittimo interesse del committente – recita con efficace sintesi un passaggio – e informare la propria attività professionale ai principi di integrità, lealtà, chiarezza, correttezza e qualità della prestazione”.
Quanto alla formazione continua, l’ing. Erba ha ricordato l’impegno costante dell’Ordine della provincia di Sondrio (e delle Commissioni specializzate nei vari settori) e come, dal periodo del Covid in poi, siano stati anche implementati sia gli eventi formativi a distanza che l’organizzazione di iniziative in collaborazione con altri Ordini professionali.
Dall’assicurazione professionale (obbligatoria) ai rapporti tra colleghi e con i tirocinanti, sino all’operare “senza cagionare danni all’ambiente”, un excursus efficace anche come promemoria dopo il quale si è passati all’intervento dell’ing. Stefano Boninsegna dedicato a “La pattuizione e determinazione dei compensi professionali”. Nell’occasione sono stati ribaditi l’aspetto del preventivo scritto adeguato alla complessità dell’opera, “un obbligo, ma soltanto dal 2017”, e del disciplinare d’incarico/contratto, “regole che tutti dobbiamo rispettare”. Altri aspetti approfonditi, la pattuizione del “compenso presunto” (presunto perché la cifra può variare in base a diverse circostanze “che vanno sempre comunicate”) e il doppio binario su cui viaggiano incarichi e compensi, a seconda che si tratti di lavori pubblici oppure privati.
Brillante anche l’intervento dell’avvocato Giulio Carrara, consulente legale dell’Ordine, che ha affrontato il tema del rapporto tra committente e professionista e le eventualità che possono portare il Consiglio di disciplina interno all’Ordine all’attivazione di un procedimento disciplinare (si va dall’ammonimento alla sospensione) nei confronti dell’ingegnere inadempiente. “In realtà è molto infrequente, perché per rispondere in sede di responsabilità contrattuale, bisogna aver fatto un danno enorme (dolo o colpa grave). Comunque, sono sempre tre e imprescindibili i pilastri sui quali deve poggiare la qualità della prestazione dell’ingegnere: diligenza, perizia e prudenza – ha detto – C’è tuttavia una differenza sostanziale rispetto ad altre professioni: se, infatti, per medici e avvocati è doveroso fare del proprio meglio, ma non è escluso che una causa si possa perdere o non si possa guarire un paziente, l’ingegnere ha l’obbligo di centrare il risultato, ovvero la realizzazione a regola d’arte del progetto”.
E infine, uno sguardo anche alla professione “che per motivi umanitari può e deve mettere a disposizione le proprie competenze, prescindendo da qualsivoglia compenso” affidato all’intervento conclusivo dell’intenso pomeriggio dell’’ing. Mauro Orlandi che, partendo dalla propria personale esperienza, ha illustrato quali siano il ruolo e le competenze dell’ingegnere all’interno della gestione degli eventi emergenziali di protezione civile, eventi che nella nostra provincia sono per lo più collegati a rischi di natura idrogeologica e boschiva.
“Come Ordine siamo chiamati a intervenire per censimento dei danni e rilievi di agibilità – ha ricordato – Nel 2020 con questa finalità è nata la STN, costituita da Ordini e collegi professionali per supportare le attività di Protezione Civile e vi sono poi le SOT, ovvero sezioni operative territoriali, che sono le ramificazioni locali della STN, responsabili di coordinare i tecnici qualificati a livello provinciale”. Quella di Sondrio è composta per ora dal solo ing. Orlandi che confida quanto prima di essere affiancato da altri colleghi.
Al termine del seminario la relazione del tesoriere, ing. Mauro Orlandi e del revisore dei conti dottoressa Lara Muffatti; approvati all’unanimità sia il consuntivo 2025, sia il bilancio preventivo 2026.
L’addetto stampa – Sara Baldini
