Comunicato stampa seminario Sfide e opportunità per la mobilità dei giochi olimpici. Non un punto di arrivo ma un punto di partenza

La più grande ztl, ovvero zona a traffico limitato – seppur temporanea – dell’intero scenario olimpico è in arrivo a febbraio in Valtellina. In un quadro di sistema di gestione del traffico “a prova di futuro”. Nell’immediato, in un quadro che prevede per settimane il passaggio di una media di 60 pullman l’ora, nelle ztl olimpiche nessuno, neppure i residenti, senza pass potrà entrare.
L’organizzazione della mobilità dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, in particolare sulla direttrice Milano-Bormio-Livigno che coinvolge l’intera Valle è stata al centro del seminario – l’ultimo per il 2025 – organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Sondrio.

“Sfide e opportunità per la mobilità dei giochi olimpici. Non un punto di arrivo ma un punto di partenza” il titolo scelto per l’incontro che ha visto gli interventi del giovane dottore in Ingegneria Francesco Manzoni, Transport Manager Valtellina Cluster di Fondazione Milano Cortina 2026, dell’ingegner Matteo Sambrizzi, Host city mobility coordinator Valtellina di Fondazione Bormio e di Luca Bassani, project controller di Rfi che ha illustrato i piani per il miglioramento della Milano-Lecco-Tirano finalizzati a ottimizzare il servizio in funzione dell’evento olimpico.
Un tema quanto mai attuale e sentito, anche dai residenti, che è stato affrontato in modo approfondito nell’incontro coordinato dall’Ing. Camillo Bianchini della Commissione Industria, Impianti, Energia e Trasporti dell’Ordine, per altro a poche ore soltanto dall’annuncio da parte di Anas – la scorsa settimana – riguardante l’attesissima variante di Tirano, che non sarà ultimata in tempo utile per i Giochi a cinque cerchi, con tutte le conseguenze sul traffico che, inevitabilmente, si verranno a creare.

La sfida delle Olimpiadi “policentriche”
L’ing. Manzoni nel proprio intervento ha esordito ponendo l’accento sulla particolarità dei Giochi invernali Milano Cortina, ovvero il passaggio, per la prima volta nella storia, dall’evento monocentrico a quello pluricentrico. Più sedi, dunque, ad ospitare le sfide sportive, in impianti sportivi per lo più già esistenti e potenziati per l’occasione. Ma la mobilità? Questa sì, è la vera sfida delle “olimpiadi policentriche”.
Manzoni ha richiamato l’attenzione sull’“effetto catalizzatore dell’evento” sulla situazione infrastrutturale (sportiva, di mobilità, di capitale umano, così come di cultura e di valori) del territorio ospitante (“la pista Stelvio – ha portato come esempio – che era già tra le più famose al mondo, potrà prestarsi anche per una futura Olimpiade”). Nel caso specifico della Valtellina, dove diverse opere olimpiche sono ancora ben lungi dall’essere realizzate, l’impegno si è necessariamente concentrato sull’organizzazione della mobilità – complessa forse addirittura più della progettazione di una strada – quella mobilità che a breve in centinaia di migliaia di persone si troveranno a testare sul campo.

Largo ai pullman
“Il sistema olimpico si basa sulla mobilitazione di diversi tipi di ‘clienti’ – ha spiegato il Transport Manager Valtellina Cluster di Fondazione Milano Cortina 2026 – a seconda che siano atleti, tecnici, broadcaster, istituzioni, sponsor, hospitality, spettatori, vi saranno delle soluzioni ad hoc e alcuni punti fermi. La scalo merci di Tirano per l’interscambio treno-bus, ma anche il maxi parcheggio ad Aquilone (più di 3.500 posti dove lasciare l’auto per poi proseguire in pullman verso Bormio e Livigno), nell’ottica rispettivamente del Train& ride e Park and ride, rigorosamente a bordo di navette; l’autostazione a Bormio da cui poi si proseguirà a piedi lungo la pedonale-ciclabile lungo il Frodolfo alla volta delle piste dove si disputano le gare”.
Quel che è certo è che per la Valtellina e la sua mobilità, ha sottolineato nel proprio intervento l’ing. Matteo Sambrizzi, le Olimpiadi invernali alle porte rappresentano non un punto di arrivo, ma di partenza.

Gestione della mobilità “a prova di futuro”
“La prima grande sperimentazione dell’intermodalità treno-bus in Valtellina sta vedendo la mobilitazione di competenze senza precedenti – ha detto – Si va definendo un sistema di gestione del traffico a prova di futuro, di futuro anche prossimo perché il modello che sarà adottato sarà poi replicato sempre in Valle nel 2028 per gli Youth Olympic Games. Sarà interessante tra qualche mese fare il punto, capire come e cosa migliorare. Di certo, la via sulla quale proseguire è quella di implementare il trasporto pubblico locale, ma anche riprendere progetti storici”.
Sambrizzi ha portato come esempio il trasporto ferroviario da Milano a Bolzano “passando attraverso la Valtellina” o il collegamento tra Bormio e l’Engadina, passando da Livigno. “Serve abbracciare una visione più ampia – ha concluso – perché rafforzare il territorio in questa direzione significa renderci capaci di ospitare in futuro altri mega eventi attraverso interventi infrastrutturali coordinati, coerenti e dotati di una chiara visione di lungo periodo”.
“Il trend – la previsione con cui ha concluso Sambrizzi – sarà organizzare Olimpiadi dove le infrastrutture ci sono già, dunque perché non immaginare già quelle del 2050 tra Valtellina, Engadina e Trentino”?

L’addetto stampa – Sara bALDINI