La “nave” di Ico Parisi veleggia verso una nuova stagione di collaborazioni
Nel palazzo della Camera di Commercio di Sondrio hanno trovato casa gli Ordini di Architetti e Ingegneri
La CCIAA, ovvero Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura, di Sondrio, sempre più “casa delle professioni” da quando qui hanno trovato spazio anche le sedi degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri della provincia.
Dal trasloco effettivo al secondo (gli Ingegneri) e terzo piano (gli Architetti) dell’edificio di via Piazzi è passato ormai un anno abbondante, ma l’inaugurazione vera e propria di questo significativo passaggio si può far coincidere con la recente mostra organizzata in occasione di ‘Open! Studi Aperti’ nel luminoso atrio vetrato del palazzo adiacente ai Giardini Sassi e Sertoli. Per l’occasione, sono stati esposti progetti degli architetti della provincia e riportati all’attenzione del pubblico alcuni arredi originali disegnati da Ico Parisi per il maestoso edificio – tra più importanti esempi di architettura moderna e razionalista della Valtellina, completato nel 1956 (dunque proprio 70 anni fa) – che proprio il designer siciliano “firmò” insieme a Fulvio Cappelletti e Silvio Longhi.
“Si tratta di un palazzo rappresentativo e senz’altro essere qui dà anche a noi, come Ordine professionale, una maggiore visibilità – osserva l’ing. Luca Gadola, presidente degli Ingegneri – In più, ha caratteristiche di accessibilità tali per cui ora siamo davvero raggiungibili da tutti. Al riguardo, proprio nell’ultimo Consiglio abbiamo ricevuto la gradita visita di un collega che, in carrozzina, non riusciva a salire nei nostri uffici di prima”.
Gli spazi erano quelli di via delle Pergole, dove Architetti e Ingegneri prima dell’approdo in via Piazzi 23 già “convivevano” con le rispettive sedi degli Ordini. Anche la ricerca della nuova sistemazione è stata condivisa.
“La soddisfazione è davvero tanta, soprattutto per l’accoglienza e la disponibilità che abbiamo trovato nella presidente della Camera di Commercio Loretta Credaro e nel Segretario Generale, Marco Bonat, ai quali va il sincero ringraziamento di Architetti e Ingegneri – osserva Cristina Tarca, presidente dell’Ordine degli Architetti – Abbiamo finalmente spazi adeguati alle attività ordinarie, uffici funzionali e una bella sala Consiglio, oltre alla possibilità di utilizzare sia la prestigiosa sala convegni Martinelli che la ‘Succetti’. Ma l’aspetto che considero più significativo è che, in poco tempo, si è già creata una piccola comunità di professionisti: la vicinanza tra Architetti e Ingegneri, unita alla presenza della Camera di Commercio, favorisce occasioni di incontro e collaborazione”.
Vicinanza e comunanza d’intenti: “La nostra aspirazione – confermano i presidenti dei due Ordini provinciali – è quella di fare della sede non soltanto il luogo in cui svolgere le attività istituzionali, ma uno spazio vivo, aperto al confronto e capace di contribuire alla crescita culturale del territorio”.
“Credo che il valore di questa nuova sistemazione risieda soprattutto nell’aver trasformato un’esigenza organizzativa in un’opportunità di collaborazione e condivisione” aggiunge Tarca. Un aspetto, questo, al quale guarda con convinzione sin dal proprio insediamento anche il presidente Gadola: “L’obiettivo è di riuscire a promuovere una ‘consulta provinciale’ permanente che riunisca Ingegneri, Architetti, Geometri, Periti, Geologi e, Dottori forestali e Dottori Agronomi e costruire comitati scientifici e commissioni tematiche interprofessionali. L’auspicio è che la “casa delle professioni” ne rappresenti la cornice, non solo ideale”.
Per il momento, l’arricchito equipaggio sulla “nave” di via Piazzi è motivo di orgoglio anche per la Presidente della Camera di Commercio Loretta Credaro. “Oltre alla collaborazione con l’Ordine degli Avvocati, che non ha sede presso di noi, ma con cui gestiamo l’organismo di mediazione – ha dichiarato – con Ingegneri, Architetti e Commercialisti in sede possiamo veramente parlare di una Casa delle Imprese e delle Professioni sempre più composita, con il nostro pregevole edificio al centro di Sondrio quale perno di iniziative e future interazioni”.
L’addetto stampa – Sara Baldini
Alcune note sull’edificio che ospita la Camera di Commercio di Sondrio
La storia del palazzo comincia nei primi anni Cinquanta, quando l’ente camerale decide di dotarsi di una nuova e moderna sede. Nel 1952 viene bandito un concorso nazionale per la progettazione, vinto dal celebre architetto Ico Parisi, che firma il progetto finale insieme ai colleghi Fulvio Cappelletti e Silvio Longhi.
L’idea alla base dell’opera di Parisi era quella di creare un’architettura mossa, fluttuante e staccata dal contesto: una sorta di nave che “veleggiasse nel verde” dei giardini attigui.
L’immobile è suddiviso in tre blocchi principali. Il corpo longitudinale più importante si sviluppa su cinque piani parallelamente a via Piazzi, con gli uffici ai piani alti che terminano a sbalzo sopra un ingresso volutamente arretrato rispetto alla strada. Alla base si innestano trasversalmente due corpi laterali minori.
Il palazzo non è soltanto un ufficio pubblico, ma uno scrigno d’arte integrata all’architettura. Il celebre pittore e scultore Aligi Sassu ha disegnato il logo ufficiale dell’ente, mentre Emilio Tadini ha realizzato il grande mosaico intitolato “Città italiana”, posizionato all’interno della sala principale. Nell’atrio campeggia un grande bassorilievo in bronzo, rame, ottone e alluminio di Alik Cavaliere dal titolo “Sondrio e il suo paesaggio”.
Nel 2021 si è concluso un importante intervento di restauro e risanamento conservativo. Il progetto, dal valore di circa 1,5 milioni di euro e condotto in sinergia tecnica con il Comune di Sondrio, ha permesso di ripristinare l’asse d’ingresso centrale originario e di ripulire le facciate. Il restauro ha introdotto anche un’anima “green”, applicando tecniche di isolamento innovative e nuovi serramenti per abbattere l’impatto energetico del palazzo.
Oggi, l’edificio continua a essere celebrato non solo come la “casa delle imprese”, ma anche come simbolo culturale del territorio.
