19 Maggio 2026, ore 17.30, CONFERENZA – Relatori: Maria Carla Fay e Maurizio Boriani – Presso la sede di Italia Nostra Milano – Sala Conferenze Via Duccio di Boninsegna, 21/23 20145 Milano
23 Maggop 2026, MOSTRA (9-00-19.00) – Milano Affori, Biblioteca comunale di Villa Litta Modignani, Viale Affori 21
La mostra documentaria dedicata al grande progetto di viabilità alpina dell’Ottocento, “Stelvio: una strada “Regia” nella Lombardia austriaca”, è stata promossa dall’Istituto ricerca e studi Carlo Donegani, associazione culturale che si impegna nello studio e nella valorizzazione dell’opera di Carlo Donegani e di altri validi tecnici impegnati nel grande piano infrastrutturale voluto dall’Impero asburgico agli inizi dell’Ottocento, che ha riguardato in particolar modo il territorio della Provincia di Sondrio.
Gli elaborati proposti sono l’esito di alcuni progetti di ricerca coordinati da Maria Carla Fay e Cristina Pedrana, dell’Istituto Donegani, che hanno coinvolto scuole di Bormio, Sondrio e Tirano.
Studenti e studentesse sono divenuti attenti osservatori e interpreti dei segni sul paesaggio, artefici di un racconto che intreccia storia locale e dinamiche imperiali. Le ricerche, basate su attività d’aula e uscite sul territorio, hanno fatto conoscere opere d’arte, manufatti e tecniche costruttive, permettendo di leggere le scelte progettuali alla luce del contesto storico e geomorfologico.
Ne risulta il carattere eccezionale di queste opere di “ingegneria alpina”, risposta a una vera e propria “sfida impossibile”, assunta e vinta da Carlo Donegani.
Le attività svolte nel 2025 rientravano nel più ampio e articolato progetto “Una strada “Regia” nella Lombardia austriaca. Da Lecco al Tirolo attraverso lo Stelvio: saperi, tecniche, consuetudini, relazioni”, finanziato da Regione Lombardia attraverso l’Avviso Unico Cultura 2024, e proposto per la ricorrenza dei duecento anni dall’apertura della strada dello Stelvio.
Ad Affori vengono proposte due sezioni del percorso espositivo: la prima si intitola “Prima dello Stelvio”, la seconda è dedicata alla strada del Passo, al territorio su cui insiste, alla sua storia.
